Casa Laurenti

Il progetto riguarda la ristrutturazione e l’ampliamento di una residenza situata a Terni, in una zona periferica della città, a diretto contatto con le propaggini agricole circostanti. Si tratta di una casa facente parte di un nucleo edilizio composto da due unità abitative, poste a confine l’una con l’altra.

L’ampliamento della costruzione oggetto di intervento, è posizionato a 5 m. dal confine della proprietà adiacente, per ciò che concerne il piano interrato, quello terra con una parte del piano primo, e direttamente a confine per quanto riguarda il restante, così come previsto dalle norme di P.R.G. per le zone agricole.

Esso è contenuto nei 100 mq ammessi dalle norme vigenti, suddiviso su due piani in diretta continuazione con la casa esistente. Quest’ultima è costituita da un edificio a due piani, finito ad intonaco e tinteggiato, avente un unico ambiente abitativo al piano terra, adibito a cucina pranzo soggiorno con ripostiglio, e da due camere con terrazza e servizio al piano primo. Annessi al livello terra, ci sono due ulteriori volumi in muratura di mattoni a vista, destinati a cantina e locale di sgombero/magazzino.

Il progetto si propone di recuperare, quantitativamente e qualitativamente, i volumi della cantina e del magazzino, ricomponendoli con l’ampliamento in dissonanza con il costruito esistente, in un’operazione dove “nuovo” e “vecchio” siano ben visibili e diversificati, nella forma e nei materiali, evitando qualsiasi retorica operazione nostalgica di mimesi.

L’organismo finale si sviluppa, anch’esso, su due livelli fuori terra più uno interrato, con quello inferiore per la zona giorno (cucina, pranzo, tinello, soggiorno, studio/camera e servizi), quello superiore per le funzioni notturne ( tre camere con terrazza e servizi), completati da un portico posizionato sul lato Nord/Est e dal piano ipogeo per il garage e cantina. I rapporti dimensionali sono caratterizzati da un’equivalenza tra aree ad uso collettivo ed aree ad uso privato, in funzione dell’alto numero dei componenti della famiglia proprietaria dell’immobile.

La pianta è tendenzialmente ad “ELLE” e nasce dalla connessione delle aree abitative che la caratterizzano. Allo slancio verticale della zona notte si oppone e prevale quello orizzontale della zona giorno, in un incessante rapporto con il paesaggio. Non compartimenti staccati ma fluidità spaziale tra l’ingresso, il soggiorno, il tinello, la cucina, le camere, che trapassa le stesse pareti, i tetti, gli angoli in buona parte smaterializzati dalla presenza di pareti vetrate, per sfociare nella terrazza, nel portico accogliente la luce e umbratile allo stesso tempo, nel giardino circostante, per recepirne le suggestioni luminose, i riflessi, gli spessori mutevoli durante i giorni e le stagioni, cercando di fondere l’interno con l’esterno.

Si è cercato di finalizzare tali intenti progettuali caratterizzando la parte di casa corrispondente all’ampliamento, con un’evidente disarticolazione della scatola muraria. Non esistono dei punti prospettici privilegiati, né geometrie precostituite, né simmetria, né consonanze, né leggi che non siano quelle della libertà e del mutamento delle stagioni.

La faccia orientata prevalentemente verso Nord, si caratterizza per minimi tagli accuratamente studiati in funzione dell’accesso delle persone e della luce, che riconducono la complessità dell’impianto alla semplicità dell’immagine. La faccia orientata prevalentemente a Sud/Est, contrasta con l’altra per un rapporto molto intenso con l’esterno e l’alta presenza di zone vetrate, poste anche in corrispondenza degli spigoli, testimonia l’interesse per il trattamento complesso di determinate stereometrie.

Dell’edificio esistente, avente la struttura in muratura portante, si prevede vengano rifatti l’intonaco e la tinteggiatura, delle stesse caratteristiche di quelli attuali, insieme agli infissi, in legno lamellare, con vetro – camera, per migliorare le condizioni di comfort interno.

La parte costituita dall’ampliamento si allinea, con la sua struttura a telaio in pilastri e travi in cls armato, alla vecchia casa. L’involucro murario delle tamponature è formato, esternamente, da mattoni romani a faccia vista che riprendono le caratteristiche degli annessi esistenti, e internamente da una fodera di forati posti a coltello intonacati e tinteggiati con l’interposizione di materiale termocoibente. Le aperture prevedono infissi di legno lamellare provvisti di vetro-camera, completate, ove necessario, da schermi esterni con persiane ad alette orientabili anch’esse di legno.

Le coperture sono a due falde e in parte a padiglione. La scelta progettuale di un tetto di tale forma, per quanto riguarda il corpo al piano terra comprendente il portico, deriva dalle regole imposte dalle norme del P.R.G. che prescrivono tetti a due falde. Per rispondere a tali richieste si è scelta una soluzione che pur uniformandosi allo “stile locale” richiama in profilo un’astrazione cubista di “skyline” montuoso che ritma l’orizzonte, appropriato per il paesaggio antistante l’abitazione, dovuto alla presenza del rilievo roccioso di Cesi. Esso risponde inoltre alla necessità bioclimatica di incamerare più energia solare possibile durante la stagione invernale.

La sistemazione esterna a giardino, contestuale ai lavori di ampliamento, con la conservazione del prato, dell’orto e delle essenze arboree esistenti, ha il ruolo di delimitare gli spazi verdi dai vialetti in ghiaietto – che conducono al cortile d’ingresso e alla rampa verso il garage – e dalle aree pavimentate in monocottura per esterni adiacenti il fabbricato, nella ricerca di un rapporto di continuità del costruito con il contesto ambientale.

E’ una filosofia che testimonia una ricerca attenta al paesaggio, del quale l’edificio ambisce a divenire componente organica, e allo spazio inteso come risposta ad esigenze di vita, delle quali le funzioni rappresentano una ed una sola parte. Inoltre è evidente il desiderio di dinamicizzare la struttura della parte nuova, attraverso lo “stiramento” di una dimensione sulle altre, in risposta all’impianto molto tradizionale e privo di complessità spaziale della vecchia casa. Si è adottato così un concetto informatore del progetto: da una parte si è dato forma ad uno schema organizzativo dell’abitazione; dall’altra si sono individuate e definite le condizioni esterne – vedute, soleggiamento, ventilazione naturale – che si volevano rendere protagoniste nell’intervento. Si è proceduto quindi ad un’accurata applicazione delle due fasi progettuali dalle quali è scaturita la forma, consistente in un volume plastico, che si adagia sul terreno nel rispetto planialtimetrico delle quote esistenti, esprime il programma abitativo e rappresenta un continuum tra edificio e paesaggio.

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